LA FAMIGLIA X censurato da Facebook

LA FAMIGLIA X censurato da Facebook

Bloccate da Facebook la vendita e le attività promozionali legate al romanzo
di Matteo Grimaldi, la storia di un affido a due papà

Un grave episodio di censura sta riguardando La famiglia X, romanzo di Matteo Grimaldi pubblicato da Camelozampa nella collana Gli Arcobaleni. Da oltre 24 ore, la pagina Facebook di Matteo Grimaldi è stata inspiegabilmente bloccata da Facebook per tutte le attività promozionali connesse al libro. L’autore non può più pubblicare la copertina, perché questa sarebbe, secondo Facebook, un “Contenuto improprio perché per adulti, o contenente immagini sessualmente esplicite”.

Anche la vendita del libro dalla pagina è stata bloccata da Facebook, con la seguente motivazione: “Non consentiamo la vendita di articoli o servizi per adulti (ad es. articoli per il potenziamento sessuale, video per adulti)”.

Risulta evidente che si tratta di un tentativo di censura ai danni de La famiglia X, un romanzo per ragazzi letto e consigliato anche nelle scuole e certamente non un “contenuto per adulti”. Una censura che probabilmente fa seguito a qualche segnalazione, da parte delle stesse persone che da mesi hanno preso di mira la pagina Matteo Grimaldi, che ospita non tanto e non solo la promozione del libro, ma sopratutto un dibattito sui diritti.

Dalla risposta del centro culturale italiano che negò lo spazio per una presentazione perché “siamo per genitori una madre e un padre come la natura ci ha creati” (l’autore lo racconta qui), agli insulti sulla pagina, alle minacce di morte che Matteo Grimaldi ha ricevuto da dopo la pubblicazione de La famiglia X, siamo davanti a un’escalation preoccupante, ennesimo segnale di un bavaglio che si vorrebbe mettere alla letteratura per ragazzi.

Per fortuna la rete si sta dimostrando solidale: sono già diverse centinaia le condivisioni al post in cui abbiamo denunciato l’accaduto e non si contano le testimonianze di supporto ricevute. Pensiamo sia importante reagire con forza alla censura e non minimizzare questo episodio, che si inserisce in un clima generalizzato di omofobia e di repressione delle diversità.

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