
Oggi vi portiamo dietro le quinte di Noi animali, tra riflessioni, ispirazioni e tecniche di illustrazione. Abbiamo intervistato per voi l’autrice Bimba Landmann, in occasione dell’uscita del libro, dal 2 ottobre in libreria. Ecco cosa ci ha raccontato!
Qual è stata l’immagine, l’intuizione o la domanda da cui è partito questo libro?
Questo libro è nato da un’urgenza. Mi sono chiesta: noi umani, come ci relazioniamo agli altri esseri viventi che abitano con noi su questo pianeta? Come li trattiamo?
Nel tuo albo racconti l’unicità di ogni essere, ma anche il sentirsi parte di qualcosa di più grande. Cosa speri che i lettori portino con sé dopo aver sfogliato il tuo albo?
Vorrei far “vivere” al lettore l’esperienza dell’empatia che è qualcosa che tutti gli esseri umani possiedono e dunque sono in grado di farne esperienza viva e diretta. E vorrei che attraverso l’empatia, potessero diventare sempre più
sensibili verso tutte le altre creature che ci vivono accanto.
Come riesci, con le tue illustrazioni, a trasformare concetti complessi di scienza e filosofia in immagini capaci di stimolare la curiosità e l’immaginazione anche dei più piccoli?
Custodivo nel cuore alcune immagini da almeno quindici anni: erano le immagini degli animali nella pancia della mamma o nell’uovo prima di nascere. Quando ho iniziato a lavorare su questo libro, ho cominciato a dipingerle. Quelle immagini mi apparivano talmente misteriose e forti, che ho deciso di partire da lì. Poi è arrivata l’idea dell’embrione che ci mostra un inizio condiviso. E infine il grande tema della maternità e dell’amore. Le immagini reali di questi eventi sono già potentissime. Ho cercato di rappresentarle sulla carta senza perdere questo incanto, spero di esserci
riuscita, almeno in parte.
Qual è stata la sfida maggiore che hai dovuto affrontare realizzando questo libro? E qual è, invece, l’aspetto che più ti ha stimolata e divertita?
La sfida più grande è stata quella di approfondire tematiche molto dolorose legate alla nostra relazione con gli altri animali. Ho studiato molto e ho scoperto cose veramente terribili che mi hanno causato, e tuttora mi causano
tanta sofferenza. L’aspetto più stimolante è stato invece approfondire il più possibile le meraviglie degli animali. Come vivono, come si comportano, come comunicano, le loro emozioni, cosa amano fare, di cosa hanno paura.Studiare le loro meraviglie mi ha aiutato a rivedere molti preconcetti e idee errate che avevo. Mi ha aiutato a cambiare sguardo e ad amarli ancora di più. È per questo che ho deciso che questo libro doveva essere una celebrazione della loro bellezza.
Secondo te che cosa aggiunge l’uso degli acquerelli all’atmosfera della storia? Perché usi spesso proprio questa tecnica?
Degli acquerelli amo il fatto che non si possono controllare: è l’acqua a decidere come muoversi, e questo crea molta sorpresa, imprevedibilità e gioco durante il lavoro. In questo caso specifico, l’acquerello mi risultava perfetto per rappresentare il mistero della nascita. Ci sono poi anche le immagini dell’Universo che tanto somigliano a queste nascite. Volevo che tutto fosse permeato di questa magia e mistero.
Quanto di quello che osservi ogni giorno nelle persone e nel mondo che ti circonda finisce nei tuoi libri?
Moltissimo, i libri che faccio nascono sempre da un “innamoramento” che poi diventa urgenza comunicativa. Anche in questo caso è stato così.
Parli di animali ed esseri umani come parte della stessa vita. C’è un animale, o un incontro con un animale, che ti ha fatto sentire particolarmente vicina a questo tema?
Sicuramente il mio cane, che mi sta comunicando e insegnando tanto. Ma anche gli animali che mi visitano la notte nei sogni. In particolare, legato a questo libro, ricordo di aver sognato un cucciolo di foca monaca mediterranea che era in pericolo. Aveva uno sguardo pazzesco, senza parole diceva tutto. Quando mi sono svegliata, ricordo di aver cercato su internet e di avere scoperto che è una specie minacciata di estinzione. Questo episodio mi ha colpito tantissimo. Ricordo di averle fatto una promessa.
C’è un’immagine o una pagina del libro che senti particolarmente vicina al tuo modo di vedere il mondo? Perché?
Mi piace molto l’immagine della mamma gorilla con il suo piccolo. Mi fa molta tenerezza e a volte quando la guardo, mi colpisce nelle viscere. Penso a me quando allattavo mio figlio. Penso a tutte le mamme umane e non vedo differenza con le altre specie animali. Ognuna porta avanti la vita del suo piccolo con cura e amore. Ci vedo la dedizione alla vita.
Colpisce molto la doppia pagina con gli occhi dei diversi animali. Come hai lavorato su questa immagine per raccontare l’idea che, pur nelle nostre diversità, siamo tutti uguali?
Quando guardo negli occhi un animale mi sento sempre attirata come una calamita. C’è qualcosa di primordiale e di antico che mi chiama e nel quale mi riconosco. Loro sono su questo pianeta da più tempo di me. Cosa conoscono
che io non so? Vorrei tuffarmi dentro ai loro occhi e vedere quello che sanno. La tavola degli occhi ci ricorda forse di guardarci l’un l’altro con più attenzione, per scoprire che forse, non siamo poi così diversi.